Differenze

1) Il colpo di fulmine è esperienza relativamente frequente nella vita di tutti: l'amore è assai più raro.

2) Nel colpo di fulmine è coinvolta la sensazione, nell'amore il sentimento.
Il colpo di fulmine è il massimo grado del piacere. E' sufficiente per passare dei momenti bellissimi, che sono però destinati a fare i conti con una fisiologica riduzione d'intensità. L'amore invece aumenta col tempo
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Nel 98% dei casi il colpo di fulmine, con la stessa rapidità con la quale è venuto, se ne va. Un po' come l'influenza. Soltanto nel 2% dei casi il colpo di fulmine. diventa amore, e dura tutta la vita.

3) Il colpo di fulmine parte da stimoli provenienti dall'altro: qualcosa che ha a che fare con il suo aspetto, i suoi gesti, il suo modo di fare. Nel colpo di fulmine siamo dei semplici "ricevitori" di messaggi che hanno il potere di scatenare in noi delle reazioni: nell'amore invece accade l'inverso.
Amare non è un fenomeno passivo: contrariamente a quello che si crede, amare dipende più da noi che dalle qualità dell'altro, e richiede una capacità e una volontà precise. Bisogna essere capaci di vivere un rapporto d'amore, che niente ha a che fare con la possessività e la distruttività. Essere capaci di vivere con un'altra persona significa condividere ogni aspetto della sua realtà: l'amore chiede - esige - da chi ama che impari a mettersi in discussione, a sforzarsi in ogni momento di esprimere al meglio i propri sentimenti oltre che le proprie emozioni, a cercare di capire quelli dell'altro.
L'amore prescrive di non dare niente per scontato; richiede attenzioni, e non scorciatoie. L'amore si poggia anche sulle parole, e non esclusivamente sugli sguardi infuocati che sono la specialità del colpo di fulmine. Un'intesa forte, un'alleanza duratura richiedono conoscenza profonda dell'altro e condivisione dei suoi valori. Cose che hanno bisogno di molto tempo, di molte parole, perché non si ottengono in un attimo, con un colpo di fulmine.
L'amore non dipende solo dall'altro, che con le sue attrattive (magari con l'aiuto di un dardo magico...) ha stravolto la nostra vita, trascinandoci in un turbine piacevolissimo, che non abbiamo la possibilità di fermare e tantomeno di controllare: dipende, in larga misura, da noi stessi.
La passività del colpo di fulmine, che tanto ci piace, in amore non esiste. La nostra possibilità di amare deriva non dalla capacità di essere bambini, in balia (o in bàlia) di sensazioni ed emozioni, ma - al contrario - dalla nostra capacità di essere adulti, di saper guardare al futuro in modo diverso, di continuare ad essere noi stessi ma nello stesso tempo di cambiare, senza paure, con generosità.
La neurofisiologia ha dimostrato che quel complesso di fenomeni che si chiama amore coinvolge anche la corteccia cerebrale, sede dei pressi mentali superiori, e non solo le parti più antiche del nostro cervello, che sono le sedi delle emozioni. Quello che ci piace (anche molto!) non ha niente a che fare con il sentimento, e meno che mai con la possibilità di amare.

4) Nel colpo di fulmine non c'è un vero rapporto con l'altro: c'è solo trasporto, attrazione. Nell'amore c'è invece un rapporto strettissimo, a tutti i livelli. Nel colpo di fulmine tutto parte da uno sguardo: un'occhiata fugace che genera un'emozione fortissima, travolgente. Non a caso, in Inghilterra il colpo di fulmine si chiama amore a prima vista.

Ma non si tratta d'amore. L'amore si muove nel territorio dell'invisibile: è cieco, ma non per questo è disabile. Lui non ha bisogno degli occhi, ma del cuore: tutto quello che è importante in una storia d'amore "è invisibile agli occhi".
Nel colpo di fulmine. non viene richiesta alcuna valutazione dell'altro; tutto è magico e perfetto, il cuore è a mille. Tutto quello che l'altro dice o pensa ci pare straordinario, e ci trova entusiasticamente d'accordo. Soprattutto l'altro ci piace esageratamente.
Anche nell'amore il partner ci piace più di chiunque al mondo: la differenza è che ammiriamo oltre ogni misura la persona che amiamo.
Non è una questione di stima, che si può acquisire, o si può perdere, in base a fatti specifici: l'ammirazione è incondizionata, in quanto è legata a quello che la persona amata è, non a quello che fa.
Ogni sua caratteristica ci appare unica e meravigliosa, e non perché il sentimento ci offusca la vista: vediamo col cuore quello che agli altri sfugge.
Tutto questo non è destinato a modificarsi nel tempo. Col passar degli anni non verrà mai meno il nostro apprezzamento, che anzi, consolidandosi il rapporto, tenderà ad aumentare. La conoscenza ulteriore integrerà con i dati del cuore quelli della razionalità. L'altro avrà per sempre una luce unica che lo rende migliore di chiunque altro; con lui nessuno potrà mai competere. E' questa ammirazione incondizionata che provoca l'attrazione, il desiderio di stare vicino al proprio partner, di conoscerlo in profondità. Accanto a questi sentimenti cresce il desiderio che l'altro sia felice e che realizzi le sue aspirazioni, ed insieme la volontà di essergli d'aiuto, in ogni momento.